Christian Flores Art story

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Ci sono cose di cui l’infanzia non dovrebbe mai essere testimone, perché quando questo accade è come se ad un angelo tagliassero le ali: la cicatrice potrà guarire col tempo; ma volare, mai più.
Christian ha 5 anni quando il quartiere in cui vive a Huanta nella provincia di Ayacuho in Peru, è scosso dagli scontri tra le forze armate ed i militanti di Sendero Luminoso.
Le sue finestre chiuse non possono fermare gli spari, le urla, la disperazione e con questo bagaglio Christian parte per un posto migliore o se non altro più sicuro.
Un viaggio che lo porta prima ad Arequipa dove ritrova la serenità e conosce sua moglie, poi in Europa e quindi in Italia dove risiede tutt’ora.
Certe cose non si può però tenerle dentro, non si può vivere con la morte nel cuore, bisogna raccontarle, tramandarne l’eco, spremendo il dolore che ci impregna per condividerlo insieme alla speranza.
Così Christian racconta come sa fare: con l’arte e con l’onestà.
Un ombra come un velo consunto ricopre le sue figure, offusca i lineamenti rendendoli anonimi così che non si veda chi, ma cosa e il cosa è disperazione, dolore, disillusione.
Eppure un viaggio è sempre possibile e a volte necessario, così è stato per Christian, cosi lo raccontano i suoi acquerelli sulle biciclette.
Un viaggio in bici non è mai facile, è duro pedalare per andare avanti, però è spensierato e lento quanto basta per godere di quello che ci circonda e decidere quando e dove fermarsi a riposare.

Grazie Christian per avere condiviso tutto questo con noi.

Riferimenti: christianfloressaavedra.blogspot.it

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