Anna Vinzi Art story

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Nei quadri astratti di Anna l’occhio si ferma a contemplare, come davanti ad un cielo di stelle: l’inafferrabile meraviglia. L’armonia, la più effimera delle figlie della bellezza vi si cela, ingannando l’occhio con il suo nascondino; ma non il cuore. Le forme si confondono, non sono importanti; non quanto i colori e la materia in se stessa che compone l’opera. D’altronde non è un dialogo con la ragione che si cerca; ma con l’animo e lo trova.
Diversi sono i nudi, qui è la forma che conta o almeno all’apparenza. E’ la forma che accende il desiderio: un seno, un capezzolo, dei fianchi accoglienti; sono la voce di una sirena a cui è difficile resistere e chi dice di farlo, mente. Eppure qualcosa mi tiene, qualcosa mi salva dal cedere all’istinto, non capisco cosa oppure, no ecco: il colore. Quel blu che contrasta, mi calma quando vorrei correre, è spirito. Il colore vive la forma come lo spirito vive la carne ed io posso vederlo. Quel corpo è una porta, carnale, piacevole, verso la comunione dello spirito; non posso fermarmi sull’uscio senza varcarla.
Anna è nei suoi quadri come Anna, come donna, come la magia che chiamiamo vita. Questo li rende belli, l’averci messo un pizzico del soffio della creazione che abbiamo avuto in dono: l’armonia.

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