Dew Art story

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Non è lontana la cima di un monte, non lo sono le stelle; ma è lontano solo ciò che nascondiamo alla nostra mente.
Mi affascina Dew, per il coraggio e la libertà che ha donato al suo spirito; perché è stata capace di fare un passo oltre dove io non posso.
Per avere bisogna perdere, cosi lei è stata capace di abbandonare il corpo liberando la mente.
La bellezza di un corpo nudo sta nel riconoscere noi stessi, il nostro posto nel universo: “ecco sono qui”.
Non posso andare da nessuna parte se non riconosco da dove parto prima ancora di chi sono.

Nelle sue foto la creatività si libera come il magma da un vulcano.
Geometrie intersecano le curve del corpo disegnando armonie che suonano come musica agli occhi. Luci e ombre segnano il ritmo, il tempo dell’immagine che svanisce in un sussurro per riemergere nella forza urlante di un chiaro-scuro.
La luce abbraccia le curve di un seno, scivola sui fianchi e veste di colore il corpo.
La prospettiva ci illude facendoci cadere dal basso verso l’alto in una vertigine che è più per la mente che per il corpo.

Amo Dew, amo il suo spirito libero la sua creatività in cui immerge tutta se stessa; mentre io mi sento di non saper nuotare e
“perché dopo tutto o deciso di non essere qualcun altro …”

Riferimenti: dew.book.fr

Fotografi: Ernesto Timor, Louis Blanc, François Nagir, Bruno, Ame Quetzalame, Marie Dumanward, Édouard de Pazzi, Étienne Kopp, Mathieu Andrieux, Piedepaz, Georges Gilliot, Pascal Gentil, Peter Newdon

Modella: Dew

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