Vira Yakymchuk Art story

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La tela di Vira è una rete da pesca che gettata la sera, restituisce al mattino immagini dai sogni.
Corpi e sguardi, immobili come statue, vivono lo spazio stretto della tela come non avesse confini.
L’immagine ci abbraccia, ci porta dentro: siamo famiglia.
Tace la chiassosa realtà, il silenzio l’unico vestito, per tutti lo stesso, non copre ma unisce i nostri animi nudi.
Qui possiamo toccare Vira, riempirci del suo spirito, condividere anche se per poco le nostre essenze riscoprendo cose che lo spazio, per quanto grande, non può dividere.
C’é un amore meno intenso della passione, capace però di unire non solo due persone ma tanti, tutti, e se per provarlo devo entrare in una tela, beh eccomi faccio un primo passo: “ciao Vira, è bello averti incontrato e stare qui; ora aspettiamo che arrivino gli altri.”

Vira:
“Un’epidemia globale si è impadronita della nostra società: l’indifferenza alla sofferenza e ai bisogni degli altri.
Costretta da questa realtà, creo un’arte che mette in discussione questi problemi e rifletta sulla nostra mancanza di consapevolezza sociale e di azione compassionevole.
Attraverso il mio lavoro, cerco di rivelare l’invisibile agli occhi della persona indifferente: il bisogno e la sete di un cambiamento sociale. Dipingere è riflettere, raccogliere sentimenti, ricordi e vedere quali ulteriori intuizioni posso trarre da loro. Voglio fermare il tempo per le persone – lasciarle crogiolarsi nell’eternità del momento presente e celebrarlo “.

Riferimeni: virayakymchuk.com

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