Magali Cazo Art story

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fr zh-hans

Camminavo una sera lungo l’orlo di un pensiero ed è li, oltre il bordo, che la ho incontrata: Magali.
Credi di essere solo ma non lo sei, giusto oltre il bordo, in una piega della fantasia un altro visionario balla, sogna, crea. Così eccomi nel suo mondo, non il mio, ad osservare stupito lo stupore dipingersi nei colori morbidi
dell’acquerello.
Ero un bambino nel suo sogno e lei nel mio, era ancora una “prima volta”.
Oh non credete a ciò che scrivo, le parole sono bandite nel non senso dell’essere, sono colori opachi per descrivere un tramonto, sono certezze in un mondo che non le ha.
Se volete venire, aprite gli occhi e guardate le immagini senza darne un senso, accoglietele come un onda e lasciatevi scorrere sulla sabbia mentre vi porta via. E’ un po come rinascere infondo e nella vita non è detto che accada una volta sola.

Magali dice:
“Continuo i miei viaggi intorno al corpo, la memoria, l’intimo. All’ombra del dubbio, al centro delle mie incertezze.
Vedo nel corpo un pezzo di natura e, al contrario, penso al corpo umano quando dipingo paesaggi.
Il mio lavoro mi permette di esplorare la mia condizione di essere umano e di sposarne il mistero.
Cerco una forma di verità, ma la posizione nella pura soggettività del sentimento.
Il mio desiderio di creare è lo stesso di quello che avevo da bambina. Giocare a bambole, fare burattini di carta e inventare mondi è quello che continuo a fare.
Mi sforzo di mantenermi in questo modo, senza progetti, senza discorsi, senza concetti.”

References: http://cargocollective.com/magalicazo

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