Sara Menichino Art story

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Da bambino per me la felicità era il sapore di un frutto maturo rubato da un albero.
Adrenalina e zuccheri che riempivano le dita e facevano battere forte il cuore.
Oggi la stessa felicità la trovo nell’emozione di uno sguardo rubato.
L’essenza si spoglia dei lisi abiti dell’appartenenza per tuffarsi in un sogno, magari lo stesso da tanti anni.
Per sentire vivo sulla pelle il freddo di un dolore o il calore di una lacrima di gioia.
Così nudi, ci riconosciamo più simili, più vicini; ma anche più fragili e bisognosi gli uni degli altri.
Sara da brava monella ruba per noi questo miele, sfumandolo leggero nei suoi disegni per lasciarci a nostra volta il gusto di rubarlo.
Un corpo di una donna, asciutto non è poi così diverso da quello di un uomo.
Dolori e sofferenze si fanno carne, poca; ma soprattutto ossa che non hanno più senso senza un corpo da sostenere.
Una Venere di pelle e ossa mostra con le spalle alte la sua vera bellezza: il coraggio di affrontare la vita.
La violenza della passione in un bacio che nutre di carne la nostra carne, si contrappone alla tenerezza di un abbraccio ad occhi chiusi, perché il corpo tutto possa vedere attraverso il cuore dell’altro.
“La tenerezza è il motivo per cui ci si sveglia la mattina. La tenerezza è conoscere una persona di cui mi innamoro perché la credevo perfetta e poi giorno dopo giorno inizio a scoprire i suoi difetti e imparo ad amarli più della perfezione che mi aveva voluto far credere; le sue debolezze e sono onorata del fatto che lui si esponga e me le mostri perché significa che mi sta dando fiducia ed io amo prendermene cura; le sue ferite ed insieme si lavora per guarirsi a vicenda… La tenerezza è prendersi cura di qualcuno. La tenerezza è la cosa che più manca”.

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